Veleni naturali nel cibo

Questo articolo vuole essere un breve riassunto di un altro, ben più articolato e veramente molto interessante, scritto dal Luciano O. Atzori (Biologo esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute).

Il titolo vi spaventa? Tutt’altro! Questo articolo ha lo scopo di informare e rendere il consumatore consapevole di ciò che mangia  in modo che ci siano sempre più consumatori che, consapevoli dei reali benefici e dei potenziali pericoli presenti negli alimenti,  non abbiano paura di mangiare e non si lascino spaventare da notizie allarmistiche presenti on-line o  proposte dai mass media evitando così di cadere nella sempre più frequente trappola dell’Ortoressia ( disturbo del comportamento alimentare che porta ad un’attenzione eccessiva verso la salubrità e la qualità del cibo fino a diventare un’ossessione).

Quando si parla di veleni contenuti nei cibi si pensa generalmente a residui di coltivazione dei vegetali (pesticidi, fitofarmaci), di  allevamento nelle carni (antibiotici, ormoni) oppure additivi, tossine, frodi alimentari ecc…  Pochi sanno o pensano che alcuni alimenti salutari possono contenere, oltre importanti e fondamentali principi nutritivi, potenziali veleni.

Vediamone alcuni:

  • Arance: esse hanno un’alta concentrazione di sostanze antiossidanti in grado di contrastare lo stress ossidativo e di ridurre il rischio di incorrere in alcune forme tumorali. Tuttavia le arance contengono il d-limonene,  una sostanza utilizzata dalla pianta stessa per tenere alla larga gli insetti. Questa sostanza presenta delle proprietà molto discusse ma pare che abbia potenziali future applicazioni mediche. Quindi nessun allarmismo come si è sentito dire: continuiamo a nutrirci di questo ottimo alimento!
  • Basilico: esso può contenere il metileugenolo che, su studi condotti sui topi, pare aumentare la probabilità di sviluppare tumori. Vietare il consumo del pesto alla genovese o del basilico su una bella insalata di pomodori estiva? Niente affatto! Va chiarito che: lo studio è stato condotto su topi e non sull’uomo (pertanto non si ha la certezza che sull’uomo esplichi i medesimi effetti) e per di più ad alte concentrazioni. Inoltre le piante adulte (più alte di 16 cm) ne sono quasi prive. Appare chiaro che i pericoli per la salute  sono minimi: in attesa  di ulteriori studi si consiglia di non abusare nel consumo di basilico e  preferire le piantine adulte.
  • Funghi: alcuni fughi, senza essere propriamente velenosi, contengono le idrazine che se assunte in elevate quantità sono in grado di provocare il cancro in cavie di laboratorio. Al bando i fughi? Certo che no! I ricercatori dell’Università di Berkeley consigliano di mangiare i funghi cotti o essiccati (evitando i funghi crudi o poco cotti) in quanto tale preparazione ne permette la distruzione di queste sostanze potenzialmente pericolose.
  • Pomodoro: questo vegetale è noto per essere un concentrato di vitamine, sali minerali, antiossidanti ed altre sostanze benefiche. Contiene però anche la tomatina, una sostanza potenzialmente tossica che la pianta utilizza come difesa contro gli insetti. Basta pomodori? La risposta è: assolutamente no! La tossicità è del tutto trascurabile rispetto ai benefici apportati dal consumo dei pomodori!
  • Patata: questo tubero, ricco in carboidrati complessi ed utilizzato anche al posto di pane e pasta, può presentare un potenziale problema chiamato Solanina, sostanza tossica che può avere gravi conseguenze anche se ingerita in piccole quantità. Questa sostanza è presente nella buccia, che non dovrebbe essere consumata neanche dopo bollitura, nelle patate verdi o con germogli (quindi patate mal conservate ed esposte a luce) e nelle patate troppo giovani ( raccolte prematuramente) o troppo vecchie con la buccia raggrinzita. Quindi continuiamo pure a mangiare questo prezioso alimento ma stiamo attenti alla sua conservazione!
  • Presenti naturalmente nei vegetali e nelle acque mentre nelle carni come additivi, i nitrati ed i nitriti sono sostanze sicuramente molto pericolose sia per bambini che per gli adulti. Come fare? Basta carne, verdura ed acqua? Ovvio che no! Per quanto riguarda l’acqua dovrebbero essere consumate acque con concentrazioni di nitrati inferiori ai 3 mg/L. Per quanto riguarda l’uso di nitriti e nitrati come additivi nelle carni, il loro uso è spesso accompagnato da quello dell’acido ascorbico (E300) che annulla il pericolo (quindi si può consumare in sicurezza la carne senza eccederne nelle quantità), mentre per quanto riguarda i possibili nitrati contenuti nei vegetali c’è da dire che questi alimenti sono spesso di per sé ricchi di vitamina C (acido ascorbico) oppure si dovrebbe consumare tali vegetali assieme a frutta come agrumi o kiwi.

In conclusione questi cibi non sono pericolosi in quanto tali potenziali veleni sono presenti in concentrazioni bassissime tali da non destare preoccupazione ed una dieta equilibrata ed uno stile di vita sano permettono ai nostri sistemi di difesa di neutralizzare tali sostanze.  Godiamo di questi alimenti in quanto i benefici superano di gran lunga i rischi ma è giusto sapere: essere correttamente informati aiuta il consumatore ad evitare di eliminare arbitrariamente e senza motivo dalla propria dieta alcuni alimenti preziosi solo perché influenzati e spaventati da articoli allarmistici o mal interpretati!

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